Tematica 1 : Politiche e pianificazione terminologiche
Negli ultimi anni, certe dichiarazioni relative al lavoro terminologico e alcuni aspetti della pianificazione terminologica, furono scritte e firmate da associazioni, istituzioni o enti di terminologia, al fine di promuovere la cooperazione terminologica e una regolazione con finalità ben precise secondo gli obiettivi e le ideologie dei firmatari. Ci riferiamo tra l’altro alla Dichiarazione di Bruxelles firmata nel corso del Vertice 2002, nonché alla dichiarazione proposta nel progetto ADNOM o alle Guidelines for Terminology Policies dell’Unesco.
Vogliamo invitare a riflettere sul contenuto, l’importanza e il ruolo di tali documenti di regolazione, qualunque essi siano, per lo sviluppo del lavoro terminologico e per lo statuto della terminologia nella società.
Il terminologo dovrebbe, ad esempio, lavorare sulla definizione e l’attuazione di una politica linguistica e terminologica per determinati settori, compresa la verifica del corretto ed effettivo utilizzo di terminologie. L’implementazione sistematica della pianificazione terminologica risulta necessaria per:
- la tutela della diversità linguistica e culturale in modo generale;
- l’organizzazione sistematica della conoscenza ad un livello professionale;
- la più intensa comunicazione internazionale in una società sempre più organizzata in reti;
- il funzionamento competitivo dei mercati economici.
Partendo da queste quattro direttrici vorremmo discutere altresì delle relazioni tra le politiche – enunciate in questi documenti – e la pianificazione terminologica.
Domande :
- Quali sono gli obiettivi soggiacenti a tali attività di regolazione?
- I documenti emanati dalle autorità politiche sono utili per il pubblico al quale sono destinati?
- Qual è il ruolo della normalizzazione nell’attività terminologica?
- Il terminologo deve intervenire nell’attuazione di una politica linguistica e terminologica per determinati settori, compresa la verifica del corretto ed effettivo utilizzo delle terminologie?
